Monterey 2026: cosa ci dicono le aste sul mercato delle auto da collezione

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Monterey Car Week resta il momento più importante dell’anno per capire dove sta andando il mercato internazionale delle auto da collezione. Le aste di RM Sotheby’s, Gooding Christie’s, Broad Arrow e Bonhams riuniscono nello stesso luogo vetture blue chip, supercar analogiche, youngtimer e grandi classiche, creando una fotografia molto più utile del semplice record assoluto. Le quattro vendite si sono concentrate tra il 13 e il 15 agosto 2026, con Broad Arrow nella nuova sede di The Quail e Bonhams a Laguna Seca.

L’edizione 2026 manda un messaggio piuttosto chiaro: il mercato non sta salendo in modo uniforme. Sta premiando con decisione le auto eccezionali, ben documentate e con una forte identità, mentre diventa più selettivo sulle vetture semplicemente “buone”. Provenienza, specifica, originalità, chilometraggio, certificazioni e qualità del restauro pesano oggi più che mai.

Un mercato forte, ma sempre più selettivo

I cataloghi delle quattro principali case hanno confermato la profondità della domanda internazionale. RM Sotheby’s ha portato a Monterey un’offerta fortemente orientata verso grandi collezioni e automobili di vertice; Gooding Christie’s ha mantenuto il tradizionale equilibrio tra Ferrari storiche, Porsche da competizione e grandi classiche.

Broad Arrow, per la prima volta partner ufficiale di The Quail, ha schierato 185 collector cars, dichiarando esplicitamente una particolare attenzione alle supercar contemporanee e alle modern classics degli anni Ottanta, Novanta e Duemila. Bonhams ha invece trasferito la propria tradizionale vendita di Monterey a Laguna Seca, rafforzando il legame tra collezionismo e motorsport.

Ma il dato interessante non è soltanto quanto viene speso. È dove viene speso.

Il capitale sembra concentrarsi sempre più sulle automobili che combinano tre elementi: esperienza di guida analogica, scarsità reale e storia verificabile. Questo aiuta a spiegare l’interesse crescente per Ferrari manuali, Porsche speciali, supercar anni ’80-2000 e, parallelamente, per le grandi classiche quando conservano caratteristiche realmente difficili da replicare.

Ferrari 550 Maranello: il caso che spiega meglio il mercato

La Ferrari 550 Maranello è probabilmente uno degli esempi più chiari.

A Monterey RM Sotheby’s ha presentato una 550 del 1999 con appena 5.443 km, un solo proprietario, certificazione Ferrari Classiche 2026, Platinum Award al Cavallino Classic e una rara configurazione Blu NART su Beige. La stima era già molto ambiziosa: 250.000-350.000 dollari.

Il punto, tuttavia, non è trasferire automaticamente il valore di una vettura eccezionale a tutte le 550.

I risultati pubblici del 2026 mostrano una dispersione enorme: Hagerty registra, tra maggio e giugno, vendite da circa 157.500 e 169.500 dollari per esemplari più chilometrati, contro 447.500 e oltre 500.000 dollari per vetture con chilometraggi molto bassi e caratteristiche particolarmente desiderabili.

Questa differenza racconta perfettamente il mercato attuale: il modello conta, ma l’esemplare conta ancora di più.

Ed è qui che troviamo una prima analogia con l’inventario Giro Classico.

La nostra Ferrari 550 Maranello del 1998 è configurata nel raro Nero DS 1250 con interno Grigio Scuro 4302, cambio manuale a sei marce, cerchi modulari, scudetti Ferrari, ponte posteriore in pelle trapuntata e una lunga storia di manutenzione documentata.

Non sarebbe corretto paragonarla direttamente alle 550 da concours con pochissimi chilometri. Ma il nuovo interesse internazionale per il modello rafforza nettamente il suo posizionamento.

Ferrari 512 BB: autenticità e meccanica analogica

La stessa logica si applica alla Ferrari 512 BB.

La 512 BB a carburatori rappresenta esattamente il tipo di automobile che beneficia dell’attuale ricerca di esperienze meccaniche autentiche: dodici cilindri, quattro carburatori Weber e una produzione limitata a 929 esemplari.

La vettura disponibile da Giro Classico conserva motore e cambio matching numbers, è accompagnata da Ferrari Car Expertise del maggio 2026 e da una documentazione storica completa fin dal nuovo.

In un mercato che attribuisce sempre maggiore importanza a provenance e autenticità, queste caratteristiche non sono dettagli: sono parte sostanziale del valore.

Porsche 356 Speedster e 911 S: icone sì, ma con la storia giusta

Monterey continua inoltre a dimostrare quanto Porsche rimanga centrale nel collezionismo internazionale.

La Porsche 356 Speedster Pre-A del 1955 disponibile da Giro Classico possiede diversi elementi coerenti con questa nuova selettività: configurazione 1500, corretto motore Porsche tipo 546/2, cerchi da 16 pollici, restauro completo documentato e idoneità alla 1000 Miglia.

Non è semplicemente “una Speedster”: è una vettura con una narrativa collezionistica leggibile e verificabile.

Anche la Porsche 911 S 2.2 del 1970 presente nel nostro inventario beneficia dello stesso principio. Le prime 911 S restano molto desiderate, ma il mercato distingue ormai nettamente tra vetture medie e automobili con configurazione corretta, matching numbers, restauro serio e documentazione.

BMW 3.0 CSi: quando la specifica vale più del modello

Un’altra analogia interessante riguarda la BMW 3.0 CSi E9.

La nostra vettura è uno degli ultimi 55 esemplari prodotti, conserva la combinazione Polaris Silver con interni Marineblau ed è dotata del raro cambio manuale a cinque marce e dell’aria condizionata originale. Il restauro è inoltre documentato da oltre 400 fotografie.

È un caso esemplare di ciò che Monterey suggerisce: non basta comprare “una E9”. Il collezionista evoluto cerca l’E9 che abbia qualcosa di specifico da raccontare.

Ultima produzione, configurazione rara, componenti corretti e documentazione del restauro creano una differenza sostanziale rispetto alla media del modello.

Cosa significa per chi compra oggi un’auto da collezione

La principale lezione di Monterey 2026 è che il mercato premia meno la categoria e sempre più la qualità individuale.

Le modern classics e le supercar analogiche degli anni ’80, ’90 e primi 2000 stanno attirando grande attenzione, ma le classiche degli anni Cinquanta-Settanta rimangono forti quando offrono autenticità, rarità e possibilità di utilizzo nei principali eventi internazionali. La composizione stessa del catalogo Broad Arrow 2026 riflette bene questa convivenza tra modern collectibles e grandi sportive storiche.

Per questo, nella selezione Giro Classico, continuiamo a privilegiare cinque fattori:

specifica rara, storia documentata, correttezza tecnica, qualità del restauro e piacere di guida.

La 550 Maranello e la 512 BB sono oggi le automobili del nostro inventario più direttamente allineate al trend delle Ferrari analogiche. La 356 Speedster rappresenta invece la forza intramontabile delle icone assolute. La 911 S e la BMW E9 dimostrano quanto una configurazione speciale possa fare la differenza rispetto alla media del modello.

Monterey non ci dice che tutte le auto da collezione aumenteranno di valore.

Ci dice qualcosa di più interessante: il capitale internazionale è ancora presente, ma sta diventando molto più intelligente e selettivo.

Ed è probabilmente una buona notizia per chi colleziona automobili con l’obiettivo di guidarle, conoscerne la storia e preservarle per la prossima generazione.

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