1972 Fiat Dino 2400 Coupè

VENDUTA

1972 Fiat Dino 2400 Coupè for sale (1)

VENDUTA

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  • Senza dubbio uno degli esempi più significativi di Dino Coupé sul mercato.
  • Restauro impeccabile.
  • Restaurata per oltre 15 anni e con tre proprietari.
  • Include il Certificato di Origine Centro Storico Fiat.

La versione coupé a quattro posti della sportiva Fiat con motore Ferrari fece il suo debutto al Salone di Ginevra del 1967, pochi mesi dopo la Dino Spider. Le vetture utilizzavano una versione stradale (progettata dall’ingegnere Rocchi) della piccola Dino Formula 2 V6. Il progetto aveva un duplice scopo: da un lato, Ferrari poteva omologare il potente motore da 2,0 litri come motore di “produzione” e, dall’altro, Fiat poteva associarsi a Ferrari.

Il primo motore Dino di produzione era un 1987cc, interamente in lega. Nel 1969, sia Ferrari che Fiat introdussero nuovi modelli Dino da 2,4 litri. Il V6 ora erogava 180 CV, un’altra importante differenza rispetto ai modelli da 2,0 litri: le auto da 2,4 litri utilizzavano sospensioni posteriori indipendenti con molle elicoidali e 2 ammortizzatori derivati dalla Fiat 130. Altre modifiche migliorarono la guidabilità e la sicurezza dell’auto: frizione di diametro maggiore, nuovo cambio ZF a leve con rapporti rivisti, cerchi Pirelli Cinturato CN36 205/70VR -14 a sezione più larga e dischi e pinze freno di dimensioni maggiori. Accettando solo la metà superiore del motore montato da Fiat per l’assemblaggio finale a Maranello. Rispetto alla agile Spider di Pininfarina, la versione di Bertone aveva uno stile più sobrio. Le Coupé erano leggermente più costose, 4.100.000 lire, rispetto alle Spider da 3.930.000 lire, ma le vendevano di gran lunga di più. Una “vera” Dino 246 all’epoca costava, tra l’altro, 5.500.000 lire.

L’autovettura offerta, in conformità con il Certificato d’Origine Fiat Classiche, è stata prodotta nel settembre 1971. Dopo i primi anni di vita trascorsi presumibilmente in Italia, nel 1978 è andata in Svezia, dove ha avuto quattro proprietari.

Dal 1983 al 2003 è stata di proprietà del famoso collezionista svedese di Dino, il signor Peter Juhlin, che ha commissionato un restauro completo durato dal 1993 al 2003, durante il quale è stata rimossa la vecchia vernice e riverniciata nel colore originale Rosso Corsa, sono state sostituite tutte le parti in gomma e lucidate tutte le parti in acciaio inox. Sono stati ricostruiti l’assale anteriore e posteriore (inclusi freni e ammortizzatori) e sono stati commissionati nuovi rivestimenti in pelle/velluto.

L’ultimo proprietario, importante collezionista svedese di auto del calibro di Maserati Barchetta e Dino Pininfarina, ha tenuto l’auto nel 2015 e ha commissionato una revisione meccanica totale durata due anni, con motore nuovo, cambio nuovo e revisione di tutti i componenti del circuito carburante (serbatoio, pompa, circuito carburante e carburatori) e di tutti gli organi secondari del motore (radiatore, cinghie, sistema di accensione, nuovo impianto di scarico in acciaio inox). Ha tenuto l’auto fino all’anno scorso, percorrendo poche centinaia di chilometri solo nei mesi caldi.

Oggi l’auto ha percorso solo poche centinaia di chilometri dopo un restauro totale iniziato nel 1993 e terminato dopo due proprietari. È in ottime condizioni ed è sempre stata mantenuta efficiente, migliorata di anno in anno, pronta per nuove avventure.

Accompagnata dal Certificato di Origine FCA Heritage, dalla documentazione di immatricolazione italiana, dalla cronologia della vita svedese e dalla revisione tecnica, ne confermano le eccellenti condizioni.

Panoramica del veicolo

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